Il mondo delle mamme

Laringospasmo e crisi respiratoria, la nostra esperienza.

“Annacloe non respira più, corriamo in ospedale!”

Mai avrei pensato nella mia vita, di dover pronunciare queste parole.
Mai.
Ti svegli la mattina e guardando tua figlia negli occhi sei sicura che nulla di male le può accadere. Perché lei è indifesa e ci sei tu a ricoprire il ruolo di genitore, pronto a fare di tutto pur di proteggerla. Ma ci sono casi in cui puoi fare poco, quasi nulla. Casi in cui ti senti la terra mancare sotto ai piedi, in cui vorresti urlare e piangere, ma non puoi anzi devi mostrarti calmo e rassicurarla che tutto andrà bene.
E per fortuna, a noi, è andato tutto bene.
Vi racconto di come abbiamo affrontato una crisi respiratoria dovuta da un fortissimo laringospasmo, causato da una laringite ipoglottica.

Capiamo prima cos’è la laringite ipoglottica.

“La laringite ipoglottica é una patologia tipica della prima infanzia, che tende a presentarsi fino alla fine del 3 anno di età.
Si tratta di un evento molto angosciante per i genitori che vedono il proprio bambino improvvisamente in preda ad una violenta tosse con fame d’aria.
La laringite ipoglottica  viene anche definita “pseudo-croup” poiché ricorda molto da vicino il quadro clinico della difterite laringea, una malattia che nel secolo scorso ha causato la morte per soffocamento di migliaia di bimbi.

La sintomatologia é dovuta all’ improvviso rigonfiamento dei tessuti localizzati sotto le corde vocali (cosiddetta regione ipoglottica) in seguito ad un’infezione virale.
Ciò accade nei bambini piccoli per la particolare lassità dei tessuti.
In genere l’attacco é preceduto da un raffreddore (momento in cui il virus colpisce il naso), cui segue la comparsa di una tipica tosse definita abbaiante con comparsa di una sempre maggiore difficoltà ad inspirare.”

Ecco, ora capite bene cosa abbiamo vissuto.

Come avete letto nelle righe precedenti, di solito, la laringite ipoglottica è preceduta da una tosse canina. Quindi questo è il primo sintomo a cui dovete fare attenzione. Annacloe ha sofferto, effettivamente, qualche giorno prima di questa tosse, ma io non ero al corrente di tutto ciò e nonostante la cura con aerosol, purtroppo, il virus bastardo ha avuto la meglio!
Come ci siamo comportati durante l’attacco.
Appena Annacloe ha iniziato ad avere un deficit respiratorio ho chiamato subito mio marito e gli ho detto di andare a prendere una compressa di bentelan da 1 mg che ahimè mancava in casa e quindi siamo corsi a casa di mia zia che abita al piano di sotto per dargliela il prima possibile. Fortunatamente Annacloe non è mai diventata cianotica e anche se respirava a fatica le labbra e le unghie non erano viola, ma sempre rosse.
Guardate sempre queste due parti del viso e delle mani di vostro figlio, è uno dei segnali che più vi può far capire a che stadio ci si trova.
Una volta ingerita la bentelan sciolta in acqua, siamo corsi all’ospedale Santobono ( se siete di Napoli non andate altrove, per i bambini e il migliore!) dove dopo avere misurato la saturazione ( quanto ossigeno c’è nel sangue) e un’accurata visita siamo rimasti un’oretta per fare un aerosol con due fiale di Cortisone.

Annacloe respirava.

E io ho ripreso a vivere.

Tornati a casa abbiamo iniziato la terapia che prevedeva la somministrazione di cortisone ( 8 gocce Soldesam) tre volte al giorno per tre giorni e aerosol con 1 fiala di aircort, 10 gocce di broncovaleas e poca soluzione fisiologica per 5 giorni tre volte al giorno.
Questa terapia è stata data ad Annacloe dai medici eccezionali dell'ospedale Santobono, quindi non è una 
terapia adatta a tutti, né la voglio consigliare in quanto è assolutamente necessario affidarsi ad un medico ed io non lo sono.
Avevo letto che era consigliabile, nel momento della crisi, aprire tutte la finestra e mettere la bambina all’aria, oppure creare dei vapori con dell’acqua bollente e farglieli respirare. Ho attuato tutto nei giorni successivi e insieme alla terapia abbiamo sconfitto questo MALEDETTO virus!
Oggi Annacloe sta meglio, ma la paura è tanta. Paura di dover affrontare un’altra volta questo mostro, paura che le possa succedere qualcosa. Paura, tanta paura. Ma poi la guardò e penso a tutto quello che ha dovuto affrontare dalla nascita: la terapia intensiva, due trasfusioni, mille vaccini, e ora anche questo.
E lei ne è uscita sempre vincitrice.
E noi insieme a lei.
Grazie per tutto l’affetto che ci avete dimostrato, grazie per i messaggi ricevuti.
Annacloe ora è qui, gioca e ride ed e felice.
Il resto non conta.
Con Affetto
Mariapaola.
NB: NON SONO UN MEDICO QUINDI TUTTO CIÒ CHE È SCRITTO IN QUESTO POST È SOLO FRUTTO DI UNA NOSTRA ESPERIENZA E DI QUELLO CHE ABBIAMO VISSUTO NOI.

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